40 GIORNI PER LASCIARE ANDARE

challenge

Ricorda: questa challenge non è uno sprint, ma una maratona.

Quindi prenditi il tuo tempo. Leggi le sfide. E vedile come uno spunto, come un arricchimento, e non come l'ennesima performance che pretende la perfezione.

Al nuovo approcciamoci sempre con curiosità, senza rigidità ☺

"La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna. Se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa."

Se vuoi aumentare al massimo le potenzialità di consapevolezza di questo percorso, ti consiglio di tenere un piccolo quaderno, per annotare ogni sera come ti senti. Cerca di portare consapevolezza alle tue sensazioni. Che siano positive o negative, scrivi di getto senza giudizio.

Rispondi a tre domande:

1. come sta il mio corpo?

2. come sta la mia mente?

3. che emozioni provo?

PRIMA PARTE: LASCIARE ANDARE DAL CORPO

In questo viaggio partiremo dal concreto, dall'esteriorità, per arrivare fino all'essenza di noi stessi.

Iniziamo dall'esterno, dal corpo.

Il nostro corpo è potente. Nello yoga interiorità ed esteriorità sono fortemente interconnesse. Lavorare sul corpo è quindi il mezzo più semplice, concreto ed immediato per lavorare sulla mente.


SFIDA 1: LASCIARE ANDARE LA COMPLESSITÀ ALIMENTARE

Yogananda consigliava di mangiare cibi meno processati possibilli, naturali e non "alterati".

"Eat plenty of fresh fruits and vegetables, preferably raw. Cut out sugar and starches and fried foods. It is all right if you eat these once in a while, but it should not be an everyday habit."

Alleggerire il cibo che ingeriamo è un modo molto semplice e immediato per alleggerire le nostre sensazioni, e quindi le nostre emozioni e i nostri pensieri.

Sfida:

Ridurre al minimo i cibi ultra-processati e riscoprire il gusto autentico degli alimenti naturali

- Preferisci cibi freschi e non confezionati

- Negli alimenti confezionati (pasta, passata, yogurt..) leggi bene gli ingredienti: massimo 5, tutti riconoscibili

- Sostituisci snack industriali con frutta, frutta secca o alternative fatte in casa

- Bevi solo acqua, tè, caffè o bevande senza zuccheri aggiunti

- Cucina i cibi da zero, evitando piatti pronti

- Cucina utilizzando poco sale e olio

Quale tra queste proposte per te è la più difficile da mettere in pratica?

Se vuoi durante questi due giorni puoi provare a concentrarti su quella.


SFIDA 2: LASCIARE ANDARE LA COMPENSAZIONE ALIMENTARE

Il cibo che ingeriamo non è mai solo cibo. Spesso il nostro modo di mangiare ci parla di noi, di come stiamo, delle nostre emozioni, dei nostri bisogni nascosti. Il cibo infatti è uno degli anestetici naturali più forti che esistano.

Mangiamo per noia. Per tristezza. Per solitudine. Per sofferenza. Per rabbia. Per fatica. Per insoddisfazione. Per nostalgia. E potrei andare avanti descrivendo moltissime altre emozioni.

Mangiamo per evitare di sentire queste sensazioni, normalmente spiacevoli.

Sfida:

Lasciare andare la compensazione alimentare e sviluppare l'ascolto emotivo

- Ogni volta che senti il bisogno di mangiare, fermati e chiediti: "Ho davvero fame o sto cercando conforto?"

- Prova a identificare il tuo "cibo emotivo". Ciò che per te è compensatorio. Normalmente per la maggior parte delle persone si può trattare di dolci, snack salati (come patatine), bevande gassate o alcool.

- Quando ti accorgi di avere un momento di fame emotiva, prova a rinunciare alla tua compensazione. Rimani nel discomfort. Che emozione stai provando? Rimani lì e osservati.

- Scrivi su un quaderno come stai. Descrivi questa emozione che stai provando. Prova a indagarla. Rimani lì insieme a lei. Da dove arriva? Ti vuole comunicare qualcosa? Rimani in ascolto.

- Pensa a quando nella tua vita hai già provato quell'emozione. E ora pensa all'emozione opposta. Cosa ti fa sentire così?

Per esempio: mangio per tristezza. Quando mi sento felice?

Magari quando chiacchieri con un'amica, quando viaggi, quando cammini all'aria aperta, quando pratichi il tuo sport preferito, quando stai da sola con te stessa, quando ti fai un bagno caldo, quando cuci o dipingi o fai qualche attività creativa. E se vuoi, prova ad attuare una nuova compensazione positiva al tuo bisogno emotivo.

- Alla fine di questo percorso di consapevolezza, come stai? Come va la fame? Ascolta le tue sensazioni.


SFIDA 3: LASCIARE ANDARE LA SOVRASTIMOLAZIONE

In questa settimana ci occuperemo di lasciare andare le tensioni nel corpo.

Come abbiamo detto, corpo e mente sono strettamente interconnessi. Lasciare andare le tensioni e la sovrastimolazione a livello corporeo è un modo molto intelligente e immediato per riscontrare i medesimi benefici a livello mentale.

Sfida:

Due giorni senza sostanze stimolanti

- Prova a eliminare la caffeina (caffè, tè nero, energy drink, cioccolato fondente)

- Prova a eliminare la nicotina

- Percepisci come stai. Se vuoi, puoi scrivere le tue sensazioni e le tue emozioni su un quaderno.

- Come stai a livello fisico? Interrompere l'uso di queste sostanze, che causano una vera e propria dipendenza, può portare a degli effetti fisici come mal di testa o stanchezza. Ricorda di idratarti molto e non fare sforzi eccessivi.

- Come stai a livello mentale? Come sono i tuoi livelli di concentrazione ed energia?

- Come stai a livello emotivo? Cosa provi? Prova a quantificare i tuoi livelli di: stress, ansia, calma, riposo, serenità, felicità.


SFIDA 4: LASCIARE ANDARE LE TENSIONI NEL CORPO

Tutto ciò che viviamo nel corpo è uno specchio fedele di ciò che sentiamo a livello mentale ed emotivo.

Per questo quando abbiamo un problema, una preoccupazione o un disturbo cronico come l'ansia la cosa migliore che possiamo fare è partire dal corpo. Lasciare andare le tensioni nel corpo infatti avrà un impatto immediato sulla nostra mente.

E come si fa a lasciare andare le tensioni nel corpo?Semplice, muovendolo.

Sfida:

30 minuti al giorno di movimento consapevole

Per questi due giorni prova a:

Muoverti per almeno 30 minuti al giorno in modo consapevole

Puoi farlo quando vuoi (mattina - pausa pranzo - prima di cena), anche se ti consiglio di farlo la mattina appena sveglia, questo ti permetterà di godere degli effetti benefici del movimento per tutta la giornata.

Puoi:

- Praticare yoga

- Uscire a fare una camminata. Se hai un cane, questa attività è facilitata!

- Andare a nuotare.

- Ballare. Semplicemente metti su una musica che ti piace, e inizia a ballare! Se non hai tempo puoi anche farlo mentre stai sistemando casa.

- Correre. Se ti piace, una mezz'ora di corsetta (leggera) all'aria aperta potrebbe essere ciò che fa per te.

- Fare giardinaggio. Il giardinaggio muove il corpo e rilassa la mente, permettendoci di stare a contatto con la natura.

Prova a percepire come questa attività ti fa sentire.

Annota su un quaderno come stai prima e come stai alla fine di questo momento di movimento consapevole.


SFIDA 5: LASCIARE ANDARE LA STANCHEZZA NEL CORPO

Rilassare il corpo, lasciare andare la stanchezza, è il principio di qualsiasi ricerca di consapevolezza.

Non può esistere salute, benessere, presenza, equilibrio, senza un profondo rilassamento del corpo (che significa anche migliori assetti ormonali, maggiore energia, aumento della concentrazione e delle facoltà intellettive oltre che un miglioramento emotivo generale).

Ma come si fa a migliorare la qualità del nostro sonno per riuscire a sentirci davvero riposati?

Sfida:

routine serale per un riposo coi fiocchi

Per questi due giorni prova a:

creare una routine serale volta a migliorare la qualità del tuo sonno

Puoi:

- Cenare almeno 2 ore prima di andare a dormire

- Dopo cena, spegnere gli schermi. Niente telefono, niente social, niente tv, niente computer, niente Netflix.

- Abbassare le luci. Basta spegnere qualche luce per creare un ambiente rilassante a livello visivo.

- Spegnere il riscaldamento. Studi scientifici hanno provato un netto miglioramento del sonno quando si dorme a temperature basse.

- Dedicarti a delle attività che ti rilassino. Puoi leggere, parlare con i tuoi famigliari, giocare con i gatti, farti un bagno caldo. L'importante è che siano attività rilassanti per te, evita attività o situazioni di tensione.

- Meditare. Dopo aver indossato il pigiama, prima di dormire, siediti sul letto a gambe incrociate e chiudi gli occhi. Conta i tuoi respiri, lentamente, a ritroso da 20 a 1.

- Quando vai a dormire, crea l'ambiente più scuro (senza luci) e più silenzioso che riesci.

- Good night!

Annota su un quaderno tutte le sensazioni e le considerazioni scaturite da questa nuova routine serale. Come stai? Come ti senti la mattina? Noti delle differenze nel tuo sonno?

SECONDA PARTE: LASCIARE ANDARE LE EMOZIONI

Da adesso in poi inizia il lavoro più sfidante. Quello interiore. Quello più profondo. Quello che ci mette davanti ad uno specchio.

E non esiste modo più brutale e autentico per capire come siamo fatti che indagare il rapporto che abbiamo con gli altri. Nel rapporto con gli altri nel bene e nel male si manifesta esattamente chi siamo.


SFIDA 6: LASCIARE ANDARE IL GIUDIZIO

Imparare a lasciare andare a livello emotivo, imparare a lasciare andare le aspettative, il giudizio, il controllo, le proiezioni che creiamo nei rapporti con le altre persone, è una chiave incredibile di consapevolezza personale e anche di benessere e felicità.

Se ci osserviamo, iniziamo a comprendere che molte delle critiche che muoviamo agli altri in realtà raccontano molto più di noi stessi piuttosto che di loro. Ci avevi mai fatto caso?

Sfida:

Sostituisci il lamento con il complimento

Per questi due giorni prova a:

ogni volta che sei portata a criticare e a lamentarti di qualcuno, prova a fermarti. A sospendere il giudizio. A concentrarti sull'altra persona e a pensare ad una sua qualità positiva.

Rispondi a queste domande (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Questo pensiero è un giudizio?

- Di cosa mi sto lamentando in merito a questa persona?

- Perchè mi sto lamentando?

- Cosa mi trigghera internamente tanto da avere questo pensiero negativo?

Poi pensa a questa persona in senso lato. E chiediti:

- Quale è una sua qualità positiva?

- Cosa mi piace di lui/lei?

Se vuoi puoi provare durante la discussione ad esprimere questi complimenti a voce alta. E a vedere cosa succede.


SFIDA 7: LASCIARE ANDARE LA RAGIONE

Nella nostra società siamo ossessionati dalla necessità di avere ragione.

Questo atteggiamento logora i rapporti umani, creando un muro che impedisce l'ascolto empatico e il vero confronto, il vero contatto tra interlocutori.Anche durante i dialoghi, in realtà siamo soli. Non esiste vero contatto, vero incontro con l'altro.

Liberarsi dalla necessità di avere sempre ragione è un atto di libertà.

Significa anche riuscire a mettersi davvero in discussione e in connessione con gli altri.

Sfida:

L'ultima parola è la tua

Per questi due giorni prova a:

Ogni volta che stai parlando con qualcuno, prova a non chiudere la conversazione, ma a lasciare all'altra persona l'ultima parola.

Durante la conversazione sviluppa l'ascolto attivo. Prova ad ascoltare quello che stanno dicendo gli altri con un'attenzione tale come se dovessi impararlo a memoria per poi ripeterlo.

Durante la conversazione prova a dire frasi come:

"Ti ascolto", "Cosa intendi?", "Spiegami meglio", "Mi interessa la tua opinione", "Raccontamelo ancora"

Rispondi a queste domande (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Quando lasci la parola all'altro, come ti senti? È qualcosa di naturale o fai fatica?

- Osserva l'effetto di questo atteggiamento sul tuo interlocutore. Come sta il tuo interlocutore? Che atteggiamento ha nei tuoi confronti?

- Noti una differenza utilizzando questa nuova modalità?

- Come ti senti alla fine del dialogo? In generale, hai tratto più o meno piacere da questa tipologia di conversazione?


SFIDA 8: LASCIARE ANDARE IL CONTROLLO

Una delle più grandi illusioni della nostra mente è quella del controllo.

La nostra mente crede di poter controllare ciò che ci accade, crede di poter programmare, di poter pianificare ogni istante della vita.

E così quando la realtà prende una direzione diversa da quella immaginata non riusciamo ad adattarci e diventiamo ansiosi e frustrati. Perdiamo completamente i punti di riferimento e noi stessi.

Lasciare andare il controllo ci permette di sviluppare l'atteggiamento resiliente, ovvero la capacità di adattarci a ciò che la vita ci propone traendone il meglio.

Sfida:

il caos consapevole

Per questi giorni prova a:

- non pianificare in anticipo

- assecondare l'istinto. Se durante la giornata ti viene istintivamente la voglia di fare qualcosa, non pensare ma semplicemente falla. Esci a fare una passeggiata senza meta, entra in un caffè che non conosci, o semplicemente segui quello che ti va di fare al momento.

- se capita un imprevisto, accoglilo con curiosità e segui il flusso

- cerca dei segnali nella realtà intorno a te da seguire. Se per esempio ti arriva una proposta da qualcuno, accoglila.

- affida a qualcun altro una decisione che normalmente prenderesti tu. Che sia scegliere dove cenare, quale film guardare o come affrontare una questione di lavoro, fai un passo indietro e accetta la scelta senza cercare di influenzarla.

- lascia che la sorte decida qualcosa per te. Lancia una moneta per una decisione, scegli una pietanza a caso su un menu, o cammina fino a un incrocio e gira nella direzione in cui soffia il vento.

Osserva come ti senti quando il controllo è fuori dalle tue mani.

Rispondi a queste domande (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come ti senti quando rinunci al controllo?

- A cosa fai più fatica a rinunciare?

- Cosa invece ti è piaciuto di più?


SFIDA 9: LASCIARE ANDARE IL CARICO EMOTIVO

Spesso, soprattutto noi donne, siamo inclini a portare sulle nostre spalle incredibili carichi emotivi.

Ci affanniamo per far stare tutti bene, per soddisfare (se non anticipare) i bisogni degli altri, senza neanche renderci conto che così facendo stiamo piano piano perdendo noi stesse.

Lasciare andare il carico emotivo è una vera e propria liberazione. Non possiamo farci carico della felicità altrui. Tutto ciò su cui abbiamo potere, di cui abbiamo davvero responsabilità, sono le nostre emozioni. È il nostro benessere, la nostra felicità.

Sfida:

impara a dire di NO

Per i prossimi due giorni prova a:

- ascoltarti. Cosa hai davvero voglia o non voglia di fare? Perchè?

- assecondare l'istinto. Se non hai voglia di fare qualcosa, prova a dire di no.

Ogni giorno:

- pensa a qualcosa, una situazione, un rapporto, che ti sta pesando.

- perchè ti pesa? Cosa non ti sta bene? Cosa ti fa soffire?

- scrivi tutto ciò che ti blocca, che ti limita di quel rapporto o quella situazione su un foglio.

- rileggilo con attenzione.

- brucialo.

Osserva come ti senti (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come ti senti a pensare a ciò che ti pesa emotivamente?

- Come ti senti dopo aver bruciato quelle parole?

- Come ti senti a dire di no?


SFIDA 10: LASCIARE ANDARE IL RANCORE

Le aspettative che proiettiamo sugli altri spesso possono diventare una fonte significativa di sofferenza, sia per noi stesse che per le relazioni che coltiviamo.

Spesso questa attesa nei confronti dell'altro è dovuta ad un nostro annullamento personale, un nostro metterci da parte per mettere al primo posto il benessere altrui.

Ma non sta agli altri farsi carico del nostro benessere. Non sta a noi farci carico di quello degli altri. Tu per prima devi darti il valore che speri che gli altri riconoscano e valorizzino in te. Solo così le tue azioni potranno essere davvero disinteressate.

Sfida:

la cura disinteressata

Per i prossimi due giorni prova a:

fare dei piccoli gesti di cura, di gentilezza, verso le persone che ti stanno intorno.

ATTENZIONE

Non devono essere famigliari o persone a te care.

Questi gesti vanno rivolti verso conoscenti, o comunque persone a te non particolarmente vicine. Puoi regalare un cioccolatino ad un collega di lavoro, aiutare a trasportare la spesa ad un vicino di casa, scambiare quattro chiacchiere con il barista sotto casa, o magari lasciargli una piccola mancia. Puoi regalare un fiore ad una sconosciuta per strada, o decidere che per queste due giornate sorriderai a tutte le persone che incontrerai.

Osserva come ti senti (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come ti senti dopo questi due giorni?

- Come stai a livello fisico? Che sensazioni provi nel corpo?

- Come sai a livello emotivo? Che emozioni provi?

TERZA PARTE: LASCIARE ANDARE I PENSIERI

Iniziamo ora a lavorare con i nostri pensieri.

Abbiamo parlato di emozioni nel rapporto con gli altri, ora cerchiamo di concentrarci sui nostri pensieri personali e su come questi possano influenzarci.

Gran parte della stanchezza e del dolore che proviamo infatti non deriva da qualcosa di esterno a noi, ma esclusivamente da ciò che pensiamo.

Imparare a lasciare andare a livello mentale è davvero un superpotere.


SFIDA 11: LASCIARE ANDARE IL SUPERFLUO

Per fare spazio nella nostra mente, iniziamo col fare spazio in modo concreto intorno a noi.

Questo è un modo molto semplice e diretto per capire il benessere che può portare "fare spazio". Lo sperimentiamo concretamente per poi passare a livello mentale.

Sfida:

4 oggetti

Per i prossimi tre giorni (venerdì sabato e domenica) prova a:

dedicare qualche minuto al giorno al decluttering

Scegli un luogo preciso della casa. Puoi concentrarti su:

la scrivania o il tuo luogo di lavoro, l'armadio, i mobili della cucina, la libreria

Osserva con attenzione lo spazio e scegli ogni giorno 4 oggetti.

due da eliminare

due da regalare

Osserva come ti senti (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come stai? Come ti senti a donare oggetti che a te non servono ma che potrebbero essere utili ad altri?

- Com'è lo spazio dopo questo esercizio di decluttering? Come ti fa sentire guardarlo?

- Come ti fa sentire fare questo lavoro? Che emozioni provi?


SFIDA 12: LASCIARE ANDARE IL PASSATO

Il passato è una stanza chiusa: puoi tornarci con il pensiero, ma non puoi cambiarne il contenuto. Restare legati a ciò che è stato significa trascinare ombre nel presente, impedendo alla luce di entrare.

Lasciare andare non significa dimenticare, ma smettere di permettere a ciò che è stato di definire ciò che sei.È un atto di libertà, un regalo che fai a te stessa. Ogni volta che lasci andare, crei spazio per qualcosa di nuovo: nuove possibilità, nuove scelte, nuova vita.

Sfida:

decluttering emotivo

Per i prossimi due giorni prova a:

ogni giorno dona, butta o brucia un oggetto che ti lega a un passato che non vuoi più rivivere.

Come scegliere l’oggetto?

- Qualcosa che ti provoca nostalgia, tristezza o rimpianto.

- Un regalo di una persona che non fa più parte della tua vita.

- Un vecchio diario, lettere o foto che ti ancorano a emozioni superate.

- Vestiti o accessori di un periodo che non rappresenta più chi sei.

Prendi l’oggetto, guardalo un’ultima volta e ringrazialo mentalmente per quello che ha rappresentato. Poi, senza esitare: donalo, buttalo o brucialo.

Osserva come ti senti (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come stai? Che emozioni provi? Elenca sia le emozioni positive che quelle negative.

- Perchè hai scelto quell'oggetto? Cosa rappresenta per te?

- Cosa stai scegliendo di accogliere di nuovo nella tua vita al suo posto?


SFIDA 13: LASCIARE ANDARE IL FUTURO

Lasciare andare il futuro significa liberarsi dall'ansia dell'ignoto, permettendo alla mente di vivere nel presente con maggiore serenità.

Accettare l'incertezza del futuro non è rassegnazione, ma un atto di fiducia nella vita e nelle nostre capacità di affrontare qualsiasi situazione.

Ogni istante è quello giusto per essere felici. Come diciamo anche nella meditazione camminata, ad ogni passo "Sono arrivata". Non c'è nessun posto dove andare, nessun obiettivo da raggiungere.

Come sei, ora, va bene.

Sfida:

piccoli momenti di consapevolezza

Per i prossimi due giorni prova a:

prenderti almeno 10 minuti al giorno in cui scegli di concentrarti solo su un'attività che stai svolgendo nel presente, senza pensare ad altro.

Come fare:

Scegli un'attività semplice tra quelle proposte nel corso gratuito Piccoli momenti di consapevolezza: la bevanda consapevole, il relax consapevole, il lavoro consapevole, la visione consapevole, il pasto consapevole, il tocco consapevole e il cammino consapevole(non accedi ancora al corso? Clicca QUIper accedere gratuitamente)

Immergiti completamente in questa attività per almeno 10 minuti al giorno: nota i dettagli, i suoni, i colori, le sensazioni nel corpo. Quando i pensieri arrivano, osservali e lasciali andare.

Osserva come ti senti (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come stai? Che emozioni provi? Elenca sia le emozioni positive che quelle negative

- Quale piccolo dettaglio del presente hai notato oggi che di solito ti sfugge?

- Se riuscissi a concentrarti ogni giorno sul qui ed ora, anche solo per alcuni momenti della giornata, come cambierebbe la tua vita?


SFIDA 14: LASCIARE ANDARE L'INELUTTABILE

Ci sono delle tipologie di pensieri negativi e catastrofici legati all'attualità che per alcune persone possono diventare veramente dolorosi e totalizzanti. Negli ultimi anni l'incertezza ci sta divorando.

È difficile rimanere centrati quando si susseguono pandemie, guerre, catastrofi naturali.

Questa precarietà se ci pensate è parte dell'esistenza umana.

Detto questo, bisogna comunque segnalare che oggigiorno quello che viene chiamato “mondo dell’informazione” non è altro che il “mondo dell’intrattenimento ansiogeno e macabro“. L’industria dell’informazione NON informa, ma piuttosto deforma, deforma la realtà e gli stati emotivi di milioni di persone a scopo consumistico.

Sfida:

digiuno mediatico

Per i prossimi due giorni prova a:

eliminare le fonti di news e attualità e piuttosto focalizzarti su modalità di formazione e informazione più profonde, oggettive e di lungo termine.

Per 72 ore, elimina il consumo di notizie rapide e superficiali e sostituiscilo con contenuti più approfonditi e utili.

Evita completamente:

- Notiziari (TV, radio, giornali online)

- Social media (scroll infinito di notizie su Twitter, Facebook, gruppi etc)

- Talk show e programmi d'opinione

E sostituisci queste fonti con:

- 1 ora di lettura di un libro o saggio su un tema che ti interessa

- 1 documentario o lezione online su un argomento che vuoi approfondire

- Parlare con qualcuno esperto di una particolare tematica

Osserva come ti senti (se vuoi, puoi annotare le tue riflessioni su un quaderno):

- Come stai? Quali emozioni hai provato durante queste giornate senza notizie e social? Riusciresti a valutare il tuo livello di stress da 1 a 10?

- Alla fine dei due giorni, ti sembra di avere più o meno conoscenze di attualità?

-In che modo questa esperienza ha influenzato la percezione della tua attenzione? Hai notato differenze nel tuo apprendimento cambiando la modalità di informazione?


SFIDA 15: LASCIARE ANDARE IL RUMORE MENTALE

La mente è come una radio che non si spegne mai. Questo rumore mentale è diventato così abituale che spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quanto ci condizioni. Ci allontana dal presente, ci sovraccarica, ci disconnette da chi siamo davvero.

I social network inoltre aggiungono un livello ulteriore di rumore. E così, mentre cerchiamo distrazione, in realtà aumentiamo il carico mentale. Ci allontaniamo ancora di più dal silenzio, da quello spazio interiore dove potremmo finalmente ascoltarci davvero.

Il silenzio non è assenza. È presenza piena.

Fare spazio al silenzio interiore non significa “non pensare”, ma significa non identificarsi con ogni pensiero che passa. Nella società dell’iperstimolazione, il silenzio può sembrare scomodo. Ma è proprio lì che accade la vera rigenerazione.

Sfida:

un attimo di silenzio

Per i prossimi 2 giorni ritagliati ogni giorno un tempo preciso in cui rimanere in silenzio totale. Niente parole. Niente musica. Niente telefono o stimoli digitali. Solo te con te stessa.

Può essere un tempo breve, o un tempo più lungo. Scegli tu.

Prova, durante questi momenti di silenzio, a:

fare qualcosa di bello e semplice — solo per te — e non raccontarlo a nessuno.

- fai una passeggiata senza meta

- raccogli un fiore nella natura e mettilo in un vasetto per la tua scrivania

- sorseggia una tisana senza fretta

- accendi una candela e guardala bruciare

- concediti un bagno caldo

Non fotografare. Non pubblicare. Non raccontarlo a nessuno (nemmeno ai tuoi famigliari). Non scrivere neanche il nostro quaderno. Solo vivilo. Respiralo. Sentilo. Goditelo.

È un momento di silenzio, ed è solo tuo. Non hai bisogno di approvazione. Non lo fai per nessuno scopo specifico. Quando smettiamo di raccontare ogni cosa, qualcosa in noi si acquieta. E torna spazio. Torniamo in contatto con noi stesse.

QUARTA PARTE: LASCIARE ANDARE NELLO SPIRITO

Siamo giunte all'ultima parte della nostra challenge. È il momento di lavorare con il nostro Spirito. Di arrivare alla radice di tutto. Ciò che siamo profondamente.

Vedrete che l'ultima parte di questa challenge non sarà particolarmente "impegnativa" (o forse sarà la più impegnativa di tutte). Lasciare andare le sovrastrutture a livello spirituale, tutto ciò che si frappone tra noi e ciò che siamo realmente, è prima di tutto un atto di gentilezza.

Il modo migliore per diventare chi siamo davvero è imparare a volerci bene.


SFIDA 16: LASCIARE ANDARE L'AUTOGIUDIZIO

Il linguaggio è importante.

È fondamentale imparare a riconoscere e trasformare il dialogo interiore in modo positivo, perché le parole che usiamo con noi stesse costruiscono il nostro mondo interiore.

Sfida:

il mantra positivo

Prova a:

- Durante la giornata di oggi, fai attenzione alle parole che usi con te stessa. Quando sbagli qualcosa o ti senti in difficoltà, che tono usi? Se vuoi puoi scrivere su un quaderno la frase più ricorrente che utilizzi.

- Chiediti: "Userei queste parole con un'amica? Cosa direi ad un'amica nella stessa situazione?"

- Stasera trasforma la stessa frase in una versione più gentile e comprensiva.

Es: “Non combini mai niente” → “Sto facendo del mio meglio, e va bene così.” Puoi scriverla sul quaderno, o anche su un post-it da posizionare in casa (per esempio dentro l'anta del tuo armadio, un luogo privato che non vede nessuno se non tu tutte le volte che lo apri).

- Utilizza questa nuova affermazione come un mantra. Ripetila almeno 5 volte durante la giornata di domani.

Come ti senti?


SFIDA 17: LASCIARE ANDARE IL SENSO DI COLPA

Il senso di colpa è una delle grandi piaghe della nostra società.

E colpisce in modo particolare le donne, da sempre educate a ignorare i propri bisogni e a mettere gli altri al primo posto.

Lasciare andare il senso di colpa è riconoscere che non serve punirsi per meritare la pace.

Imparare a lasciarlo andare è un atto di consapevolezza: vuol dire iniziare a sceglierci, senza sentirci egoiste solo perché ci prendiamo cura di noi stesse.

Sfida:

un'ora solo per te

Durante questo fine settimana, prova a:

prenderti ogni giorno un’ora solo per te. Nessuna scusa, nessuna distrazione, nessun “ma devo…”.

Avvisa le persone che ti stanno intorno. Per quell'ora non sarai disponibile.

Scegli qualcosa che ti fa stare bene senza dover essere utile a nessun altro. Fai qualcosa solo per te.

– Leggi quel libro che continui a rimandare

– Vai a fare una passeggiata in un luogo che ami

– Chiudi gli occhi sdraiata sul divano e ascolta la tua musica preferita

– Siediti in silenzio e respira, senza fare nulla

- Se hai un passatempo (giardinaggio, puzzle, bricolage, pittura..) dedicatici senza pensare ad altro

- Concediti un'ora di shopping in giro senza rimorsi

- Prendi un caffè con quell'amica che non vedi da mesi

Ripeti come mantra in questi giorni: "Merito attenzioni, anche le mie"

Domenica sera chiediti: Come sto?


SFIDA 18: LASCIARE ANDARE LA PAURA

La paura è un'emozione profondamente umana. Da una parte ci protegge, ci tiene al sicuro, garantisce la nostra sopravvivenza. Dall'altra, però, può trasformarsi in un ostacolo invisibile che limita le nostre scelte e rallenta la nostra evoluzione.

Lasciare andare la paura non è semplice. E, ti dirò di più, non è necessario. La paura va ascoltata. Accolta. Capita. Quello che si può fare è conoscerla, e imparare a conviverci. È parte di noi. Ma non deve essere lei al timone.

Il segreto? Sostituirla con la curiosità.

Sfida:

Chiacchierata con uno/a sconosciuto/a

Prova a:

scegliere una persona sconosciuta (o poco conosciuta) e scambiare due parole con lei.

Deve essere qualcuno che ti "ispira". Che ti incuriosisce per qualcosa. A cui vorresti sinceramente chiedere qualcosa in più di lui/lei. Magari un vicino, o anche un passante, o una persona che vedi al parco con un cagnone bellissimo.

Non serve fare una grande conversazione. Basta iniziare.

Può essere un saluto un po’ più caloroso, un complimento sincero, una domanda gentile.

E poi chiediti (se vuoi, puoi scriverlo sul tuo quaderno):

- Come è andata? Come mi sento?

- Che idea ho della paura ora?

Questa non è una sfida semplice, ma ti assicuro che è una di quelle con i risvolti più meravigliosi e inaspettati.


SFIDA 19: LASCIARE ANDARE LA RIGIDITÀ

Le peggiori critiche di noi stesse siamo noi.

Soprattutto noi donne, spesso siamo realmente spietate.

Non ci perdoniamo nulla. Non ci permettiamo nulla.

Ma la versione migliore di noi stesse è quella che si cela dietro tutti gli schemi e le regole che ci imponiamo. È la versione libera e spensierata di chi coglie la sua natura, con luci ed ombre, e la esalta nella sua autenticità. È una versione di accoglienza e amore. Non può esistere benessere nella rigidità. Impariamo ad essere flessibili, ad adattarci alla vita, e a guardarci con tenerezza.

Sfida:

il dono consapevole

Ti ricordi la seconda sfida della challenge? Quella in cui scoprivamo quali fossero i cibi che mangiavamo per compensazione emotiva e cercavamo di farne a meno per permetterci di sentire le nostre emozioni?

Bene. In questi due giorni prova a:

Concederti quegli stessi cibi che ami

Questa volta però non lo farai per anestetizzare le tue emozioni.

Lo farai solo per te, per goderti un gusto che ami e avere un momento di piacere.

Prova a goderti ogni singolo momento. Prenditi dieci minuti solo per te. Siediti sul divano o su una panchina in mezzo alla natura, l'importante è che sia un luogo e una situazione rilassante. E poi assapora ogni boccone senza sensi di colpa o autogiudizio. Goditeli, con consapevolezza, perchè sono dei cibi che ami e perchè puoi regalarti un momento di benessere e gusto.

Sono gli stessi identici cibi, ma le emozioni che si nascondono dietro l'atto di mangiare sono completamente diverse.

Cosa cambia? La nostra consapevolezza. L'amorevole tenerezza verso noi stesse. Il piacere di farci del bene.

La strada per la felicità è tutta qui.


SFIDA 20: LASCIARE ANDARE IL DOLORE

Lasciare andare il dolore a volte sembra impossibile. Ci sono dei dolori, delle perdite, delle delusioni, delle esperienze, che sembrano totalizzanti.

Ci definiscono completamente. Perchè pensiamo che nella nostra vita nulla sarà più come prima.

Ed è proprio così. Dopo il dolore, nulla è come prima. Il dolore ci cambia, ci trasforma. Certi dolori non possono scomparire. È impossibile. Diventano parte di noi. Come li integriamo con noi stesse, è quello che fa la differenza. Sta a noi integrare il dolore con l'amore.

Per farlo l'unica strada possibile è quella della gratitudine.

Sfida:

Ciò per cui essere grata

In questi giorni, prova a celebrare la vita. Prima di dormire, crea un piccolo rituale.

Prova a fare un'azione semplice.

Può essere prendere in mano un oggetto a cui sei legata, o sederti in una particolare posizione sul letto. A me piace stringere a me un cuscino che ho acquistato un giorno che mi sentivo particolarmente giù e che mi è sempre piaciuto tantissimo.

Quell'azione, ti ricorderà ogni sera del tuo piccolo compito.

Prova a rispondere a due domande:

"Oggi, cosa è successo per cui sono grata?"

"Oggi, per cosa mi ringrazio?"

e così siamo giunte alla fine

Io ti ringrazio per aver partecipato a questa challenge. Spero ti sia piaciuta, ti abbia ispirato, ti abbia emozionato, e ti abbia fatto scoprire nuove consapevolezze di te stessa.

Ti sarei davvero grata se volessi condividere con me come è andata, cosa ti è piaciuto, se hai riscontrato difficoltà etc.

Puoi scrivermi una mail a info@lacittaincantata.yoga

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Se vorrai proseguire il viaggio nella consapevolezza, ti aspetto ai corsi di yoga, rilassamento e meditazione della scuola. Ripartiremo a inizio maggio, e per chi ha partecipato alla challenge ci sarà un buono sconto per iscriversi ad un prezzo speciale. Manderò una mail a tutti gli iscritti alla challenge dopo Pasqua.

Ti abbraccio!

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