
Il corpo non mente. Il corpo ci parla.
Nella visione olistica dello yoga, il corpo è strettamente interconnesso con la nostra interiorità. Tutto ciò che proviamo dentro di noi si rispecchia nel nostro corpo. Ogni emozione infatti è accompagnata da sensazioni fisiche. Ci basterebbe metterci in ascolto del nostro corpo, per sentire dove si annida la gioia. Dove la disperazione. Dove la paura. Dove la determinazione. Per capire chi siamo. Cosa proviamo. Davvero. Oltre i nostri stessi pensieri, spesso "viziati" dai nostri stessi giudizi e pregiudizi.
Ma nella nostra società non siamo abituati ad ascoltare il corpo. Il corpo ha sì una grande importanza, ma a livello di immagine, di involucro. Il corpo deve essere bello e sano. Al contrario, il dolore e la sofferenza vengono osteggiati in tutti i modi. Il dolore va eliminato, immediatamente. Nella società della performance la sofferenza va nascosta, le ferite celate. Il corpo mostrato come una bandiera di perfezione, inautentico stendardo posto come una corazza a celare tutte le ferite dell'anima.
Eppure la consapevolezza del corpo può dischiudere stati di coscienza profondissimi. E' il primo passo per ogni cammino interiore. Anche della meditazione.
La meditazione spesso erroneamente viene vista come una pratica metafisica, da iperuranio. In realtà la meditazione è consapevolezza e autenticità. E' carne e sangue. E' dolore viscerale e gioia profondissima. E' trovare noi stessi e Dio nel fango. Per farlo, partiamo sempre dall'argilla in cui siamo stati creati, dal nostro corpo.
Se volete esplorare il viaggio della consapevolezza insieme a me e a marco, vi aspettiamo il martedì sera agli incontri di meditazione.
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